Sogni

 Hesse
Quali sono i sogni, quelli veri? Quelli fatti di giorno, ad occhi aperti, come il sogno che la nostra vita cambi, così all'improvviso, per magia.... o sono invece i sogni sottili, insinuanti, quelli notturni, silenziosi e prepotenti, quelli che, almeno in apparenza, nulla cambiano, nulla che non sia già cambiato o sia nelle immediate vicinanze di farlo? E poi, di che ci parlano questi ultimi? Se hanno qualcosa da dire perché non lo fanno, non si esprimono, che sarà mai di tanto pericoloso, o segreto, da doverlo camuffare con tanta caparbia pignoleria? Se ho un sogno che non so di avere, perché non può essere proprio un sogno a rivelarmelo? Perché tanta cautela, tanta segretezza, tanta riservatezza verso me stesso? Che ci sarà mai di tanto terribile, da aver paura di svelarlo a sé stessi!!

Nulla. Credo proprio nulla. Nulla che già non sapessi, e che non avessi accuratamente dimenticato di sapere. Il lavoro da certosino, l'accurato travestimento della verità è il nostro lavoro da "svegli". Un sogno non può dirci nulla che già non sappiamo, e neppure si prende la briga di dircelo, se non c'è un'altra parte di noi che, caparbia, finge di nulla.

Ascoltare un sogno, comprenderlo, possederlo fino in fondo, comporta avere smontato pezzo per pezzo la nostra stessa sordità: un altro lavoro da certosino, paziente, a smontare quello che quotidianamente da un'altra parte viene rimontato. Una lotta di velocità, tra due necessità diverse... il bisogno di sapere e quello di sopravvivere al peso del segreto. Fino a che la sordità non ha più necessità di esistere.

C'è solo un modo che io conosca per comprendere un sogno: smontarlo pezzo per pezzo, tenendo presente che dove lui è più ostico, lì c'è la sordità mia più grossa, fidando nella sua saggezza di non lasciar trapelare nulla che non saprei sostenere, e giorno per giorno, pezzo dopo pezzo, ricomporre il puzzle della verità, l'unica valida per me: la mia. È come doversi riabituare un po' per volta alla luce, dopo tanto buio.

Poi lui stesso diventa improvvisamente chiaro, al momento giusto, tanto da non essere più un segreto... E se uno si distrae un attimo può pensare che davvero non c'era bisogno di tanto segreto... se solo un attimo dimentica che tutto è semplice, dopo averlo compreso. E che in fondo la verità è semplice.

Si, lo so, è facile cadere nella retorica... Eppure questo sogno, che vi offro è uscito da me, e se non fosse successo a me stenterei a crederci. È così semplice interpretarlo, nella sua complessa trama, che quasi sembra abbia voluto prendermi in giro.. o forse, più probabilmente, voleva dirmi qualcosa di molto semplice: che ognuno fa del suo meglio, e una volta compreso questo nulla può più fermarci...


Aggiornato il 21 novembre 2000 Pagina principale